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News

Sabto 26 novembre 2016 ore 14.00 Piazza della Repubblica

Manifestazione in occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne.

Inserita il 22/11/2016


Lei Può - Roma 18-10-2016

Incontro sul tema della riforma costituzionale presso il CIFE (Centro italiano di formazione europea)

Inserita il 18/10/2016


EUDIF ITALIA in convenzione con l’Università La Sapienza di Roma offre opportunità di tirocinio e stage a giovani ragazze e ragazzi laureandi o neo-laureati nelle Aree Comunicazione e Sociologia.

Inserita il 15/06/2016


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Inserita il 30/05/2016


Libertà dalla violenza, l'empowerment delle donne comincia da qui


Premio Sakharov per la libertà di pensiero. Si è tenuta il 6 Marzo scorso, presso la sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio, la conferenza “Libertà dalla violenza, una premessa indispensabile per l'affermazione delle donne”, in occasione delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma e dei trenta anni del Programma Erasmus. Malgrado la costruzione della cittadinanza europea sia avvenuta dal basso, attualmente le 10 priorità del Programma europeo Junker non prevedono la “cultura delle pari opportunità” come obiettivo principale all'interno di tutti gli accordi. L’incontro è stato organizzato dal Parlamento europeo in Italia, dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Politiche europee, dall’associazione Action Aid, insieme al Sakharov Prize Network del Parlamento europeo, e insieme con il Comitato Nazionale Italia di UN Women, la Rete di giornaliste indipendenti GiULiA, e l’Osservatorio interuniversitario Studi di Genere dell’Università Roma Tre. Ospite d'onore la vincitrice del Premio Sakharov del Parlamento Europeo 2005, Hauwa Ibrahim, avvocatessa nigeriana docente ad Harward e docente del corso di Global Governance dell'Università di Tor Vergata. Durante l'incontro, la Prof.ssa ha evidenziato nelle capacità di gestire processi di mediazione culturale le modalità più adeguate di intervento nei casi di violenza contro le donne, come avvenuto per le vittime della Sharia in Nigeria da parte dell’organizzazione terroristica Boko Haram. Il Premio ricevuto, istituito nel 1988, incentiva le iniziative in difesa dei diritti umani e delle libertà individuali sia all'interno che all'esterno dell'U.E. L'eliminazione di ogni forma di violenza dovrebbe partire infatti dalla considerazione che minacce e maltrattamenti rappresentano impedimenti alle capacità di accedere ad altri diritti umani, come lavorare o ricevere un istruzione.

La definizione europea di violenza di genere. Liberarsi dalla violenza e prevenire i conflitti rappresentano dunque gli obiettivi di sviluppo per l’ agenda post 2015 per integrare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Nel piano strategico per il triennio 2016-2019, WFUNA, la federazione delle Nazioni Unite, ha identificato 16 Obiettivi istituzionali fondamentali. L'inclusione dei 16 Goals nell’ Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile rappresenta un cambiamento fondamentale all'interno del panorama dello sviluppo globale. Nel quadro di sviluppo l'implementazione e il monitoraggio delle attività dei 16 Goals si interseca con gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, individuando le criticità nel ruolo della giustizia, nella mancanza di una governance efficace e in una scarsa informazione sulle libertà fondamentali. Il recepimento di questi obiettivi da parte della Commissione europea, da parte degli Stati Membri, delle organizzazioni no profit, della comunità accademica, dei media e dei politici e di altri stakeholders è avvenuto sulla base della condivisione del tema “Società inclusive, pacifiche e giuste”. La lotta contro ogni forma di violenza, obiettivo 5 dell’Agenda 2030, di “Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze” è un diritto umano fondamentale e la condizione necessaria per garantire alle donne la parità di accesso alle cure mediche così come la rappresentanza nei processi decisionali, contribuendo a promuovere economie sostenibili. I traguardi da raggiungere sono quelli di porre fine, ovunque, a ogni forma di discriminazione, di eliminare il traffico di donne e il matrimonio combinato, di valorizzare la cura e il lavoro domestico non retribuito, fornendo servizi di protezione sociale e promuovendo responsabilità condivise all'interno delle famiglie, di garantire opportunità di leadership ad ogni livello decisionale della vita pubblica, di riformare la titolarità e il controllo della terra e altre forme di proprietà e rafforzare l'utilizzo di tecnologie abilitanti. Per sconfiggere la violenza maschile è necessario rideclinare quindi sulla base di questi criteri i parametri e gli intenti istituzionali in contrasto alle violazioni legislative, considerando i diritti umani come principi democratici fondanti della società. Imparare dalle best practices, dagli sforzi verso l'innovazione e dalle storie di successo è l'obiettivo della conoscenza condivisa. La società civile deve contribuire oggi ad assicurare che i governi nazionali portino avanti il loro impegno nell’attuazione di quei processi di cambiamento che coinvolgono le amministrazioni pubbliche, le istituzioni e le imprese.

 

La situazione attuale. Il resto del mondo ha fatto progressi nell’emancipazione delle donne attraverso gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio mentre in Italia la Giornata Internazionale della Donna continua a ricordarci l'esistenza di disparità di trattamento tra uomini e donne, quali le disparità di tipo economico, le disparità di accesso a cariche politiche e le disparità nella suddivisione dei ruoli all'interno della famiglia. Il tema indicato dalla Commissione Diritti delle Donne per l’8 marzo si collega all' affermarsi dell'autonomia economica delle donne. I temi più in evidenza in linea con gli obiettivi di sviluppo delle Nazioni Unite sono al momento legati alla presenza e all’empowerment delle donne in ambiti scientifici, alla liberazione dalla violenza, all’approvazione di politiche attente alle questioni di genere, alla conciliazione tra tempi di vita e di lavoro e al gap retributivo. In particolare, le disparità economiche, retributive e pensionistiche, non garantiscono l'indipendenza finanziaria e l'opportunità di lavori qualificati; la violenza psicologica o la mancanza di un adeguato livello di istruzione contribuiscono ad aggravare questo quadro. Le donne devono essere aiutate a non temere più la violenza, tornare ad essere soggetti della politica e non oggetto di politiche imposte dall'alto, nel rispetto dell'identità di ognuna. La difesa delle donne continuerà a mobilitare le risorse e le leggi, a cambiare le norme sociali, coltivando una cultura della tolleranza zero nei confronti della violenza.


Marta Donolo




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