Percorsi di Genere Femminile
Palazzo Braschi
Roma 14 Dicembre 2011
Nel ciclo
degli eventi dedicati alla città di Roma, è
stato presentato il libro di Maria Pia Ercolini,
con la collaborazione di Roma Capitale, Zetema
Progetto Cultura e Bras Cafè.
Il volume ha
tutte le caratteristiche di una guida sulla
città, corredata di mappe ed itinerari; ma si
distingue dai percorsi più classici perché segue
impronte femminili che mettono in luce una
identità dimenticata. L'idea, ha spiegato
l'autrice, nasce da un'esperienza didattica per
poi fuoriuscire dall'ambito prettamente
scolastico con l'intento di dare ad un pubblico
più vasto un'interpretazione storica e artistica
differente, finalizzata a non ripetere la
visione “androcentrica” che solitamente si segue
nel narrare la storia dell'Urbe.
La Roma
dei papi, dei consoli e degli imperatori
scompare per dare voce alle personalità
femminili legate ai luoghi tracciati
dall'itinerario proposto.
Il viaggio
narrativo comincia da via della Lungara dove è
situata la Casa internazionale delle
donne, simbolo di riscatto da una condizione di
sfruttamento e oppressione. Il vecchio complesso
del Buon Pastore, luogo di segregazione di tutte
coloro che vivevano ai margini della società
perché non conformi alla convenzioni morali, è
divenuto oggi spazio di libera espressione e
centro di solidarietà femminile.
La ricerca
continua soffermandosi sugli affreschi della
Loggia di Villa Farnesina, dove troviamo il
ciclo del mito Amore e Psiche realizzato dalla
scuola di Raffaello e, in una sala contigua, il
Trionfo di Galatea ad opera dello stesso
maestro.
Di fronte a
Villa Farnesini c'è Palazzo Corsini, un tempo
abitato dalla regina Cristina di Svezia,
trasferitasi nella Roma barocca in cerca
dell'ambiente ideale per appagare la sua sete di
sapere. Proprio nel giardino della sua dimora
intrattiene quelle relazioni intellettuali che
portano alla creazione dell'Accademia Reale, in
seguito divenuta l'Accademia dell'Arcadia.
Da Trastevere
si arriva a ponte Sublicio, passando per il
Gianicolo; un attraversamento di piazze, chiese
e monumenti che accompagna il lettore alla
riscoperta di vite simboliche che l'autrice non
vuole lasciare nel dimenticatoio. Dalla storia
di Clelia alle prime martiri cristiane come
Santa Cecilia; dalle donne cadute nelle
battaglie per Roma Capitale le cui lapidi
sovrastano il colle del Gianicolo a figure più
eccentriche che incarnano caratteristiche della
romanità come Elena Fabrizi. Un mosaico di
descrizioni e vissuti che riflettono un'immagine
poliedrica della città, e per questo più
profonda, attraverso l'utilizzo di una
terminologia specifica attenta ad evitare
discriminazioni che possono passare attraverso
il linguaggio.
Antonella Maio