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"Che Genere di Bilancio" |
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Il Bilancio di Genere rappresenta la linea più avanzata del mainstreaming di genere nell’ambito delle Amministrazioni Pubbliche: fornisce il quadro generale delle politiche pubbliche, attraverso l’analisi e la rendicontazione delle spese e delle entrate; permette di valutare la coerenza dell’azione amministrativa in base al principio dell’equità tra i generi; indirizza le scelte delle Amministrazioni verso la “parità sostanziale” tra uomini e donne, a partire dalla rilettura dell’impatto sulla vita dei cittadini delle politiche, degli interventi e delle decisioni di spesa. “Efficacia, efficienza e equità sono i principi regolatori che devono stare alla base dell’amministrazione della spesa pubblica, specialmente in un momento di crisi come quello attuale, dove la politica macroeconomica è determinante nel diminuire o amplificare le differenze di genere”. Francesca Bagni Cipriani, Consigliera di Parità Effettiva della Provincia di Roma ha presentato così i risultati dello “Studio propedeutico al Bilancio di Genere della Provincia di Roma” in occasione dell’incontro, “Che Genere di bilancio” tenutosi presso Palazzo Valentini . Il progetto voluto dalle Consigliere di parità si è mosso, alla ricerca di una chiave prospettica in grado di evidenziare e sbloccare una posizione di margine utilizzando un nuovo strumento di mainstreaming, proposto a livello internazionale e sostenuto a livello europeo proprio per la capacità dei bilanci di offrire un quadro generale delle politiche, un terreno ampio per la valutazione del loro impatto su donne e uomini e un peso monetario per verificare adeguatezza dei mezzi e ordine di rilevanza degli interventi. Il lavoro di ricerca per questo rapporto ha coinvolto competenze disciplinari e professionali diverse, usate congiuntamente per l’analisi del bilancio della Provincia di Roma fatta utilizzando la doppia chiave di lettura delle diseguaglianze di genere e di individuazione dello spazio pubblico e individuale del benessere di donne e uomini. La prima pone il problema dell’equità, la seconda definisce il terreno su cui valutare l’equità. Gli esiti dello studio rivelano infatti, come “una scelta teoricamente equa non necessariamente corrisponda ad equità”: Nella società abitata da generi diversi, uomini e donne, si esprimono disparità e disuguaglianze create o aggravate da politiche finanziarie neutre. Soggetti diversi richiedono politiche diverse per essere messi parimenti in grado di vivere, lavorare, agire nella società al meglio delle proprie capacità e potenzialità: dall’accesso all’istruzione e al lavoro, alla mobilità e alla cura di sé e degli altri. Nello specifico, l’analisi del contesto territoriale ha invece messo in luce come la Provincia di Roma sia caratterizzata, dal punto di vista abitativo dall’allontanarsi dei residenti dall’area metropolitana. In questo caso, quindi, il Piano territoriale deve prestare particolare attenzione ai servizi per la mobilità e alle infrastrutture, nonché rivedere i problemi legati alle attività economiche, al mercato immobiliare e alla domanda abitativa. L’Amministrazione provinciale di Roma, specialmente nel quinquennio 2003-2008, ha palesato una notevole sensibilità rispetto ai principi delle pari opportunità. Nello suo Statuto richiama più volte il tema della parità di genere e del benessere di cittadini e cittadine. Lo studio promuove allora,l’adozione da parte della Provincia di Roma di strumenti di programmazione, rendicontazione e valutazione che, improntati metodologicamente alla prospettiva del genere secondo l’approccio di sviluppo umano proposto, consentano ai cittadini e alle cittadine abitanti il territorio di raggiungere livelli soddisfacenti di benessere e una qualità della vita adeguata alle diverse esigenze espresse da uomini e donne. Sara Lillo |
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