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Donne, democrazia, Europa : il Soroptimist International a Roma
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Il club Soroptimist di Roma in occasione del suo Sessantennale ha promosso una serie di incontri. Il convegno di chiusura si è tenuto l’ 8 Maggio sul tema “Donne, democrazia, Europa : il Soroptimist International a Roma” sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. La Prof. Maria Rita Saulle, Giudice costituzionale e docente di Diritto internazionale all’ Università La Sapienza di Roma, nel suo intervento, ha posto l’accento sulla differenza tra l’ Europa di ieri e quella di oggi. Oggi viviamo con un patrimonio acquisito che è appunto la democrazia. Un valore così importante che spesso viene dato per scontato, soprattutto da parte dei giovani che dovrebbero partecipare più attivamente, all’ Europa. La Saulle, inoltre, ha voluto porre l’accento sulla necessità di trovare sempre una compatibilità tra la Costituzione Italiana ed il trattato di Maastrich, per una migliore integrazione del nostro Paese nella comunità Europa. Altro punto di discussione trattato dalla Prof. Ginevra Conti Odorisio Docente di Storia delle dottrine politiche e Storia della questione femminile all’Università di Roma Tre, è stato il percorso per la parità in Europa. Molti traguardi positivi sono stati raggiunti durante questo percorso, ma siamo ancora lontani dai quei livelli che potremmo considerare ottimali sulla partecipazione femminile alla nostra comunità. L’ associazionismo delle donne, oggi come nel passato, è uno dei punti di forza dell’emancipazione femminile, così come ha affermato la Prof. Anna Maria Isastia Docente di Storia contemporanea all’Università di La Sapienza di Roma. Una delle logiche fondamentali dei club Soroptimist, è quello di sviluppare nella donna l’alto valore del lavoro, così come anche lo scambio di informazioni tra i vari club per uno scambio culturale reciproco. Le donne - come ha affermato la Prof. Gigliola Corduas, Presidente del Consiglio Nazionale Donne Italiane -devono diventare la chiave di volta del futuro; tuttavia ha sottolineato in maniera negativa il verificarsi di un abbassamento di interesse verso la parità in Europa. In generale la presenza femminile è ancora debole, e a tal proposito si deve creare un rafforzamento delle candidature. La battaglia sulla quale puntare è su una maggiore integrazione alla nostra comunità della fascia giovanile. Agnese Pizzi |
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