Si è svolto a Roma, il 12 Aprile scorso, presso la Facoltà di
Scienze della Formazione Roma Tre, un
convegno promosso dall’associazione dei
Cristiano Sociali
del Lazio,
sulla condizione delle donne immigrate dal
titolo: Donne in cerca di futuro, le
donne immigrate a Roma, quali percorsi di
cittadinanza?.
Il movimento
dei Cristiano Sociali
nasce nel 1993 per offrire una presenza
organizzata al cattolicesimo democratico e
sociale nello schieramento dei progressisti.
Tale movimento ha posto all’ interesse degli
organi legislativi, un documento che
sottolinea alcuni punti fondamentali
affinché la donna immigrata, spesso oggetto
di una doppia discriminazione basata
sull’etnia e sul sesso, possa essere
consapevole dei propri diritti e possa
vivere la propria vita con dignità,
attraverso: l’attuazione di adeguate
politiche di integrazione; l’istituzione di
corsi di informazione riguardo i propri
diritti civili e sociali; la garanzia di una
reale assistenza sanitaria e la
realizzazione di adeguate forme di sostegno
da parte dell’intera società.
La sezione introduttiva, è stata aperta
dalla Coordinatrice dei Cristiano sociali
del Lazio, Paola Busato, che ha sottolineato
l’importanza di generare una politica di
accoglienza, per le donne immigrate che
rappresentano oggi, la metà degli stranieri
residenti in Italia e che costituiscono l’
anello più debole di questo sistema. In
seguito, il preside della
Facoltà che ha ospitato il convegno,
Francesco Susi, ha ricordato l’importante
offerta didattica che le università
propongono attualmente, in merito al
fenomeno sull’immigrazione e l’ attenzione
che bisogna prestare all’attuazione di
maggiori ricerche empiriche.
Nell’intervento di Franco Pittau,
Coordinatore del Dossier Statistico
Immigrazione della Caritas Diocesana di Roma
è stato descritta la ricerca svolta. Il
lavoro, si divide in tre parti, la prima
riguarda l’immigrazione e la politica,
dove purtroppo quest’ ultima non è riuscita
a svolgere quella funzione di mediazione in
grado di facilitare tra i cittadini italiani
un terreno favorevole a decisioni organiche
sull’immigrazione. Un secondo punto riguarda
l’approccio metodologico
all’immigrazione, dove la statistica,
con la sua funzione di supporto, deve
costringere il decisore pubblico a misurarsi
preventivamente con la realtà ed
intervenire, prescindendo dalla propria
ideologia. L’ultima parte è dedicata alle
donne, fulcro di questo studio, che
svolgono una funzione di mediazione tra il
nuovo paese e quello d’origine, tra la
propria famiglia e la nuova società.
Pertanto le nuove politiche migratorie,
devono mostrare maggiore attenzione verso
queste donne che molto spesso vengono
maltrattate.
Durante il pomeriggio, ha fatto seguito una
Tavola Rotonda, sull’ impatto
dell’immigrazione femminile nella nostra
società, coordinata dalla docente di
Filosofia Morale, Università di Roma Tre,
Francesca Brezzi, la
quale
si occupa da anni di problemi riguardanti le
donne. Tra i relatori sono intervenuti,
l’Assessore alle Politiche Sociali del
Comune di Roma, Raffaella Milano; il Dott.
Luigi Toma, che si occupa della Struttura
Complessa di Medicina Preventiva delle
Migrazioni all’Istituto San Gallicano di
Roma; il Presidente del Philippine Women’s
Coucil, Chato Basa e il Presidente
dell’Associazione Interculturale Griot,
Margherite Lottino Welly.
Il dibattito finale, ha portato a
conclusione i lavori, facendo luce sulle
politiche e le proposte governative per i
nuovi percorsi di cittadinanza, esposti dal
Sottosegretario di Stato all’interno,
Marcella Lucidi. Diversi, sono stati i temi
trattati dalla Lucidi come la necessità di
rendere più fruibili e praticabili le leggi
sull’immigrazione, favorire gli ingressi
regolari e sfavorire quelli irregolari,
cambiare l’approccio ostinato dei media che
spesso tendono a viziare la realtà sul
fenomeno migratorio ed infine creare un
allaccio più forte tra l’attività della
questura e quella delle associazioni in
soccorso agli immigrati.
Agnese Pizzi