“Donne in cerca di futuro”

Le donne immigrate a Roma: quali percorsi di cittadinanza?
 

12 aprile 2007

Roma, Università degli Studi Roma Tre - Facoltà di Scienze della Formazione  

 

Programma

Si è svolto a Roma, il 12 Aprile scorso, presso la Facoltà di Scienze della Formazione Roma Tre, un convegno promosso dall’associazione dei Cristiano Sociali del Lazio, sulla condizione delle donne immigrate dal titolo: Donne in cerca di futuro, le donne immigrate a Roma, quali percorsi di cittadinanza?.
Il movimento
dei Cristiano Sociali nasce nel 1993 per offrire una presenza organizzata al cattolicesimo democratico e sociale nello schieramento dei progressisti. Tale movimento ha posto all’ interesse degli organi legislativi, un documento che sottolinea alcuni punti fondamentali affinché la donna immigrata, spesso oggetto di una doppia discriminazione basata sull’etnia e sul sesso, possa essere consapevole dei propri diritti e possa vivere la propria vita con dignità, attraverso: l’attuazione di adeguate politiche di integrazione; l’istituzione di corsi di informazione riguardo i propri diritti civili e sociali; la garanzia di una reale assistenza sanitaria e la realizzazione di adeguate forme di sostegno da parte dell’intera società

La sezione introduttiva, è stata aperta dalla Coordinatrice dei Cristiano sociali del Lazio, Paola Busato, che ha sottolineato l’importanza di generare una politica di accoglienza, per le donne immigrate che rappresentano oggi, la metà degli stranieri residenti in Italia e che costituiscono l’ anello più debole di questo sistema. In seguito, il preside della Facoltà che ha ospitato il convegno, Francesco Susi, ha ricordato l’importante offerta didattica che le università propongono attualmente, in merito al fenomeno sull’immigrazione e l’ attenzione che bisogna prestare all’attuazione di maggiori ricerche empiriche.

Nell’intervento di Franco Pittau, Coordinatore del Dossier Statistico Immigrazione della Caritas Diocesana di Roma è stato descritta la ricerca svolta. Il lavoro, si divide in tre parti, la prima riguarda l’immigrazione e la politica, dove purtroppo quest’ ultima non è riuscita a svolgere quella funzione di mediazione in grado di facilitare tra i cittadini italiani un terreno favorevole a decisioni organiche sull’immigrazione. Un secondo punto riguarda l’approccio metodologico all’immigrazione, dove la statistica, con la sua funzione di supporto, deve costringere il decisore pubblico a misurarsi preventivamente con la realtà ed intervenire, prescindendo dalla propria ideologia. L’ultima parte è dedicata alle donne, fulcro di questo studio, che svolgono una funzione di mediazione tra il nuovo paese e quello d’origine, tra la propria famiglia e la nuova società. Pertanto le nuove politiche migratorie, devono mostrare maggiore attenzione verso queste donne che molto spesso vengono maltrattate.  

Durante il pomeriggio, ha fatto seguito una Tavola Rotonda, sull’ impatto dell’immigrazione femminile nella nostra società, coordinata dalla docente di Filosofia Morale, Università di Roma Tre, Francesca Brezzi, la quale si occupa da anni di problemi riguardanti le donne. Tra i relatori sono intervenuti, l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma, Raffaella Milano; il Dott. Luigi Toma, che si occupa della Struttura Complessa di Medicina Preventiva delle Migrazioni all’Istituto San Gallicano di Roma; il Presidente del Philippine Women’s Coucil, Chato Basa e il Presidente dell’Associazione Interculturale Griot, Margherite Lottino Welly.   

Il dibattito finale, ha portato a conclusione i lavori, facendo luce sulle politiche e le proposte governative per i nuovi percorsi di cittadinanza, esposti dal Sottosegretario di Stato all’interno, Marcella Lucidi. Diversi, sono stati i temi trattati dalla Lucidi come la necessità di rendere più fruibili e praticabili le leggi sull’immigrazione, favorire gli ingressi regolari e sfavorire quelli irregolari, cambiare l’approccio ostinato dei media che spesso tendono a viziare la realtà sul fenomeno migratorio ed infine creare un allaccio più forte tra l’attività della questura e quella delle associazioni in soccorso agli immigrati.  

 

                                                                                                                                            Agnese Pizzi