"Genere e
potere - per
una
rifondazione
delle
scienze
umane",
questo è il
titolo della
conferenza
internazionale,
che si è
tenuta il 4
e 5 Maggio
scorso
presso l’
Aula Magna
dell’
Università
“La
Sapienza” di
Roma. L'
evento,
organizzato
dal
Dipartimento
di
Contabilità
Nazionale
Italiana,
Analisi dei
Processi
Sociali “La
Sapienza” e
dalla
Regione
Lazio, ha
proposto uno
stretto
confronto
tra studiosi
italiani e
stranieri di
varie
discipline
che si sono
interessati
al tema del
potere in
una
prospettiva
di genere.
La
conferenza è
stata
presentata
dalla
Prof.ssa
Simonetta
Bisi, socia
di
Eudifitalia.
Il concetto
di
leadership
femminile e
di potere,
nelle
posizioni
politiche
fondamentali
da parte
delle donne,
viene
tutt’ora
discusso ed
analizzato,
in quanto
rappresenta
ancora oggi
una
questione da
dover
risolvere,
affinchè in
futuro, le
donne
possano
raggiungere
gli stessi
livelli di
partecipazione
degli
uomini. In
relazione a
ciò, un
attento
spunto di
riflessione,
ci è stato
fornito
nella prima
giornata dei
lavori, dal
prof. Mino
Vianello,
direttore
della
ricerca
svolta su
ventisette
paesi più
industrializzati
del pianeta,
in base alla
differenza
tra uomini e
donne
dell’élite
del potere
politico ed
economico.
Tale lavoro
ha
contribuito
a far luce
su alcuni
cambiamenti:
i
ricercatori
hanno
focalizzato
la loro
attenzione
sul numero
limitato di
donne che
hanno
raggiunto
posizioni di
guida nel
mondo
economico e
politico,
confrontandole
con i
colleghi
maschi che
ricoprono le
stesse
posizioni di
comando; lo
studio, ha
inoltre
rivelato
alcune
differenze
di genere e
molte
similarità
nei percorsi
e nell’uso
del potere;
sono emerse
differenze
di genere
minori in
attività ed
attitudini
riguardanti
posizioni di
potere più
elevate; le
donne leader
differiscono
notevolmente
dagli uomini
per
l’ambiente
sociale ed
il bagaglio
educativo,
nonché per
la vita
familiare.
La ricerca,
inoltre, ha
confermato
come
l’adozione
di politiche
pubbliche
che
promuovano
le pari
opportunità
dei sessi,
faciliti
l’accesso
delle donne
alle
posizioni
guida.
Ciò che
rende
autonome e
libere le
donne è il
lavoro,
proprio su
tale
concetto si
è svolta la
sessione
pomeridiana
dell’evento,
spostando il
discorso
sulle varie
professioni.
Dalle forze
armate
(grazie al
contributo
del dott.
Giuseppe
Caforio)
dove la
presenza
femminile è
sempre più
forte, si e
passati al
mondo della
musica con
Patricia
Adkins Chiti
fino a
giungere al
mondo
universitario
presentato
attraverso
un confronto
internazionale
con studiose
di varie
nazionalità.
Una voce che
ha indicato
come passo
fondamentale
verso la
modernità, i
molteplici
pensieri,
gli studi ed
i saperi
femminili, è
giunta dall’
on. Barbara
Pollastrini,
entusiasta
di essere
presente al
convegno,
quale
occasione di
grande
confronto,
tra èlite di
uno sguardo
cosmopolita.
Pertanto un
campo
politico che
sia
democratico
e
progressista
non può
ridefinire
la propria
responsabilità
se non
costruisce
un rapporto
utile,
dinamico e
positivo con
chi ricerca
e studia nei
vari campi
del sapere.
Occorre una
battaglia
culturale, è
necessario
che alcuni
ministri
osino di
più, che si
arrivi alla
legge
sull’uguaglianza,
alla visione
di una
società
italiana più
libera, più
laica e che
preveda
incentivi
per le
aziende che
rispettano
le pari
opportunità
così come
anche
all’interno
delle
università.
Se finora il
concetto di
potere è
stato inteso
con
l’ausilio
delle
scienze
sociali
tradizionali,
diversi
approcci
come la
psicoanalisi,
la filosofia
e la
sociologia
sono stati
privilegiati
nella
seconda
giornata
evento, per
suggerire
altre
risposte al
tema del
convegno,
attraverso
il
contributo
di alcune
studiose di
ordine
internazionale.
Sempre in
un’ ottica
di genere, a
conclusione
dei lavori è
stato
affrontato
anche il
tema
politico,
che risulta,
soprattutto
sul versante
della
rappresentanza,
un argomento
molto
dibattuto,
in quanto
l’introduzione
di quote
“rosa” è
ancora oggi
questione
problematica
anche per la
“presenza
maschile”,
che
contrariamente,
si rivela
spesso
scarsa in
occasione di
questi
grandi ed
interessanti
eventi.
Agnese
Pizzi