"Genere e potere - per una rifondazione delle scienze umane".

 

 4-5 maggio 2007

Roma, Aula Magna, Università "La Sapienza"

 Programma

"Genere e potere - per una rifondazione delle scienze umane", questo è il titolo della conferenza internazionale, che si è tenuta il 4 e 5 Maggio scorso presso l’ Aula Magna dell’ Università “La Sapienza” di Roma. L' evento, organizzato dal Dipartimento di Contabilità Nazionale Italiana, Analisi dei Processi Sociali “La Sapienza” e dalla Regione Lazio, ha proposto uno stretto confronto tra studiosi italiani e stranieri di varie discipline che si sono interessati al tema del potere in una prospettiva di genere.

La conferenza è stata  presentata dalla Prof.ssa Simonetta Bisi, socia di Eudifitalia.

Il concetto di leadership femminile e di potere, nelle posizioni politiche fondamentali da parte delle donne, viene tutt’ora discusso ed analizzato, in quanto rappresenta ancora oggi una questione da dover risolvere, affinchè in futuro, le donne possano raggiungere gli stessi livelli di partecipazione degli uomini. In relazione a ciò, un attento spunto di riflessione, ci è stato fornito nella prima giornata dei lavori, dal prof. Mino Vianello, direttore della ricerca svolta su ventisette paesi più industrializzati del pianeta, in base alla differenza tra uomini e donne dell’élite del potere politico ed economico. Tale lavoro ha contribuito a far luce su alcuni cambiamenti: i ricercatori hanno focalizzato la loro attenzione sul numero limitato di donne che hanno raggiunto posizioni di guida nel mondo economico e politico, confrontandole con i colleghi maschi che ricoprono le stesse posizioni di comando; lo studio, ha inoltre rivelato alcune differenze di genere e molte similarità nei percorsi e nell’uso del potere; sono emerse differenze di genere minori in attività ed attitudini riguardanti posizioni di potere più elevate; le donne leader differiscono notevolmente dagli uomini per l’ambiente sociale ed il bagaglio educativo, nonché per la vita familiare. La ricerca, inoltre, ha confermato come l’adozione di politiche pubbliche che promuovano le pari opportunità dei sessi, faciliti l’accesso delle donne alle posizioni guida.

Ciò che rende autonome e libere le donne è il lavoro, proprio su tale concetto si è svolta la sessione pomeridiana dell’evento, spostando il discorso sulle varie professioni. Dalle forze armate (grazie al contributo del dott. Giuseppe Caforio) dove la presenza femminile è sempre più forte, si e passati al mondo della musica con Patricia Adkins Chiti fino a giungere al mondo universitario presentato attraverso un confronto internazionale con studiose di varie nazionalità. 

Una voce che ha indicato come passo fondamentale verso la modernità, i molteplici pensieri, gli studi ed i saperi femminili, è giunta dall’ on. Barbara Pollastrini, entusiasta di essere presente al convegno, quale occasione di grande confronto, tra èlite di uno sguardo cosmopolita.

Pertanto un campo politico che sia democratico e progressista non può ridefinire la propria responsabilità se non costruisce un rapporto utile, dinamico e positivo con chi ricerca e studia nei vari campi del sapere. Occorre una battaglia culturale, è necessario che alcuni ministri osino di più, che si arrivi alla legge sull’uguaglianza, alla visione di una società italiana più libera, più laica e che preveda incentivi per le aziende che rispettano le pari opportunità così come anche all’interno delle università.   

Se finora il concetto di potere è stato inteso con l’ausilio delle scienze sociali tradizionali, diversi approcci come la psicoanalisi, la filosofia e la sociologia sono stati privilegiati nella seconda giornata evento, per suggerire altre risposte al tema del convegno, attraverso il contributo di alcune studiose di ordine internazionale.  

Sempre in un’ ottica di genere, a conclusione dei lavori è stato affrontato anche il tema politico, che risulta, soprattutto sul versante della rappresentanza, un argomento molto dibattuto, in quanto l’introduzione di quote “rosa” è ancora oggi questione problematica anche per la “presenza maschile”, che contrariamente, si rivela spesso scarsa in occasione di questi grandi ed interessanti eventi.

                                                                                                                                            Agnese Pizzi