Si è svolto a Roma, il
27 febbraio
scorso, presso la
Sala della Lupa in Palazzo Montecitorio,
su iniziativa della Fondazione della Camera dei
deputati,
la conferenza della Presidente dell'Assemblea
generale delle Nazioni Unite, Sheikha Haya
Rashed
Al Khalifa, che ha parlato sul
tema
"Verso una
cultura dell'eguaglianza di genere nel XXI
secolo".
Ad aprire la conferenza è stato il Presidente
della Camera dei deputati on.Fausto Bertinotti,
che in apertura del suo intervento ha
sottolineato, l’importante ed umana figura
dell’ambasciatrice Al Khalifa, la quale non
esprime solamente il compimento di un cammino di
impegno e di successo, ma testimonia anche al
massimo livello il percorso compiuto
nell’ampliamento dei diritti delle donne e nella
valorizzazione della presenza femminile in tutti
gli ambiti dell’agire umano. Inoltre- ha
proseguito l’on. Bertinotti- il tema
dell’uguaglianza di genere, è un tema assai
complesso e delicato, in quanto, le
dichiarazioni di intenti, le azioni positive di
riequilibrio tra i singoli Paesi e la comunità
internazionale si devono confrontare con la
dimensione globalizzata dei fenomeni sociali,
con le interrelazioni tra culture differenti,
con le sensibilità radicate nell’ambito di
tradizioni assai antiche, segnate da un profilo
identitario forte e caratterizzante: la
frontiera verso cui la comunità internazionale
deve muoversi è l’aspirazione ad esercitare la
cultura dei diritti, al cui interno si deve
svolgere pienamente la presenza della donna
nella vita collettiva, sradicando culture
maschiliste che ancora sussistono nella sfera
pubblica e privata e che alimentano modelli
educativi che non sempre la politica - anche nel
nostro Paese - ha saputo combattere
adeguatamente.
All'incontro ha partecipato anche il presidente
della Fondazione della Camera dei deputati, on.Pier
Ferdinando Casini, il quale si è soffermato
sull’importanza del multiculturalismo nel nostro
paese ed il continuo impegno dell’Italia con
l’ONU. Ha ricordato
inoltre i temi della recente 51° sessione della
Commissione ONU a New York sullo status delle donne, che ha dibattuto sull’eliminazione
di tutte le forme di discriminazione e violenza
contro le adolescenti e le bambine, dove una delle strade obbligate deve essere appunto
quella dell’istruzione.
La conferenza è stata chiusa dalla Presidente
dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite,
Sheikha Haya Rashed
Al Khalifa.
Forte è l’ ambizione dell’
ambasciatrice
Al Khalifa
ad aprire nuovi spazi di partecipazione
femminili, ma anche nella ricerca di ambiti più
vasti per la piena affermazione della persona e
per l’esercizio dei diritti umani.
La biografia
della presidente Al-Khalifa dà conto di una
personalità di eccezione. Terza donna alla guida
dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite,
vanta una lunga e prestigiosa carriera come
giurista e come diplomatica, oltre che un
attività intensa e tenace per il progresso dei
diritti delle donne, in particolare nel suo
Paese, il Bahrein, dove è stata una delle prime
donne ad esercitare la professione di avvocato.
Nel corso della sua attività di studiosa e di
giurista, la ha affrontato il tema della
condizione femminile anche attraverso la
prospettiva dell’interpretazione della legge
islamica, nel cui ambito ha ricercato gli
elementi per costruire una presenza attiva e
consapevole della donna in un mondo che cambia,
in piena coerenza con l’identità di quella
religione e della cultura che su di essa si è
sviluppata.
Durante il suo
discorso Al-Khalifa,
ha ribadito l’importanza
da parte delle
donne
di partecipare alla politica,
per creare la cultura di genere. Ha ricordato
inoltre il vertice mondiale del 2005, in cui i
capi di governo hanno tracciato una prospettiva
di genere, ribadendo tre principi fondamentali:
l’uguaglianza di genere, l’istituzionalizzazione
da parte di tutti i paesi delle politiche di
genere ed infine l’attuazione della piattaforma
di Pechino. Anche se nel mondo arabo, queste
norme sono state accettate, si perpetuano ancora
delle disuguaglianze. Le donne non possono
usufruire di una educazione professionale
completa, molti paesi non hanno ratificato la
convenzione sull’uguaglianza di genere e
soprattutto, si paga ancora con la vita la
rappresentanza politica. Bisogna quindi non solo
alzare il tasso di alfabetizzazione, ma
investire in una scuola di qualità.
Agnese Pizzi