"Verso una cultura delL' eguaglianza
di genere nel XXI secolo"

 

 

27 febbraio 2007

Roma, Sala della Lupa, Palazzo Montecitorio

 

programma

Si è svolto a Roma, il 27 febbraio scorso, presso la Sala della Lupa in Palazzo Montecitorio, su iniziativa della Fondazione della Camera dei deputati, la conferenza della Presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, Sheikha Haya Rashed Al Khalifa, che ha parlato sul tema "Verso una cultura dell'eguaglianza di genere nel XXI secolo".

Ad aprire la conferenza è stato il Presidente della Camera dei deputati on.Fausto Bertinotti, che in apertura del suo intervento ha sottolineato, l’importante ed umana figura dell’ambasciatrice Al Khalifa, la quale non esprime solamente il compimento di un cammino di impegno e di successo, ma testimonia anche al massimo livello il percorso compiuto nell’ampliamento dei diritti delle donne e nella valorizzazione della presenza femminile in tutti gli ambiti dell’agire umano. Inoltre- ha proseguito l’on. Bertinotti- il tema dell’uguaglianza di genere, è un tema assai complesso e delicato, in quanto, le dichiarazioni di intenti, le azioni positive di riequilibrio tra i singoli Paesi e la comunità internazionale si devono confrontare con la dimensione globalizzata dei fenomeni sociali, con le interrelazioni tra culture differenti, con le sensibilità radicate nell’ambito di tradizioni assai antiche, segnate da un profilo identitario forte e caratterizzante: la frontiera verso cui la comunità internazionale deve muoversi è l’aspirazione ad   esercitare la cultura dei diritti, al cui interno si deve svolgere pienamente la presenza della donna nella vita collettiva, sradicando culture maschiliste che ancora sussistono nella sfera pubblica e privata e che alimentano modelli educativi che non sempre la politica - anche nel nostro Paese - ha saputo combattere adeguatamente. 

All'incontro ha partecipato anche il presidente della Fondazione della Camera dei deputati, on.Pier Ferdinando Casini, il quale si è soffermato sull’importanza del multiculturalismo nel nostro paese ed il continuo  impegno dell’Italia con l’ONU. Ha ricordato inoltre i temi della recente 51° sessione della Commissione ONU a New York sullo status delle donne, che ha dibattuto sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione e violenza contro le adolescenti e le bambine, dove una delle strade obbligate deve essere appunto quella dell’istruzione.  

La conferenza è stata chiusa dalla Presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, Sheikha Haya Rashed Al Khalifa. Forte è l’ ambizione dell’ ambasciatrice Al Khalifa ad aprire nuovi spazi di partecipazione femminili, ma anche nella ricerca di ambiti più vasti per la piena affermazione della persona  e per l’esercizio dei diritti umani.

La biografia della presidente Al-Khalifa dà conto di una personalità di eccezione. Terza donna alla guida dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, vanta una lunga e prestigiosa carriera come giurista e come diplomatica, oltre che un attività intensa e tenace per il progresso dei diritti delle donne, in particolare nel suo Paese, il Bahrein, dove è stata una delle prime donne ad esercitare la professione di avvocato. Nel corso della sua attività di studiosa e di giurista, la ha affrontato il tema della condizione femminile anche attraverso la prospettiva dell’interpretazione della legge islamica, nel cui ambito ha ricercato gli elementi per costruire una presenza attiva e consapevole della donna in un mondo che cambia, in piena coerenza con l’identità di quella religione e della cultura che su di essa si è sviluppata.

 Durante il suo discorso Al-Khalifa, ha ribadito l’importanza da parte delle donne di partecipare alla politica, per creare la cultura di genere. Ha ricordato inoltre il vertice mondiale del 2005, in cui i capi di governo hanno tracciato una prospettiva di genere, ribadendo tre principi fondamentali: l’uguaglianza di genere, l’istituzionalizzazione da parte di tutti i paesi delle politiche di genere ed infine l’attuazione della piattaforma di Pechino. Anche se nel mondo arabo, queste norme sono state accettate, si perpetuano ancora delle disuguaglianze. Le donne non possono usufruire di una educazione professionale completa, molti paesi non hanno ratificato la convenzione sull’uguaglianza di genere e soprattutto, si paga ancora con la vita la rappresentanza politica. Bisogna quindi non solo alzare il tasso di alfabetizzazione, ma investire in una scuola di qualità.

                                                                                                                                                                                           Agnese Pizzi