21 Febbraio 2006.
Dalla Sala Stampa di Palazzo Chigi è stata
oggi presentata un’ importante
pubblicazione, frutto di una ricerca durata
due anni, che ha avuto il compito di
suddividere su base regionale e provinciale
tutte le commissioni Pari Opportunità, che
come sappiamo hanno la funzione di sostenere
l’azione ordinaria degli organi di governo
decentrato promuovendo principi di Pari
Opportunità tra uomo e donna in tutti i
campi del vivere sociale e vigilandone
sull’applicazione. Per la prima volta, come
ha affermato la Vicepresidente della
Commissione Pari Opportunità, Lucia Borgia,
attraverso questa scrupolosa rilevazione
quali-quantitativa, “si è potuto conoscere
la quantità, la consistenza, la collocazione
e la tipologia, delle Commissioni Pari
Opportunità (CPO) regionali e provinciali
nel nostro paese, in modo da creare una
fitta rete con più nodi che buchi, per
scambiare esperienze, proposte e
valutazioni, verificando successi e
insuccessi e soprattutto unendo le forze per
rimuovere gli ostacoli che si frappongono a
reali pari opportunità. “La Geografia delle
Pari Opportunità”, è un volume che vuole
sollecitare e rafforzare il dialogo e che
lungi dall’essere il raggiungimento di una
mèta, si prefigge invece il difficile ruolo
del pioniere, impegnato ad abbattere un
primo muro di separazione tra gli organismi
per le pari opportunità nel nostro paese,
quello della comunicazione all’esterno e
all’interno della rete degli organismi
istituzionali. Il Gruppo “Reti Organismi
Parità”, coordinato dalla risoluta Ivette
Cagliari e nutrito di esperte, con questo
lavoro non ha voluto soltanto colmare un gap
informativo, che di fatto ha limitato anche
la produttività delle commissioni sparse sul
territorio, almeno finora, ma ha voluto
gettare le fondamenta per la realizzazione
di un modello omogeneo di riferimento
utile a migliorare l’efficacia della
politica per le pari opportunità e non solo
per gli addetti ai lavori, ma soprattutto
per i cittadini. I risultati di questa
attenta ricognizione hanno messo tra l’altro
in luce, come allo stato attuale,
l’attenzione delle CPO si concentra
prevalentemente sui temi della
rappresentanza politica, della equa
rappresentanza di genere sul mercato del
lavoro, della conciliazione vita-lavoro e
della discriminazione sessista. Seguono il
tema della violenza e del mobbing,
l’imprenditoria femminile e la lotta agli
stereotipi di genere, tematiche che
continuano ad essere il focus del divario di
genere in Italia e all’estero e che spesso
sfuggono di mano al controllo vigile ma
forse insufficiente delle commissioni
stesse, a causa anche di una mancata linea
direttiva. Sanato il gap informativo,
l’obiettivo oltre all’ implementazione dei
canali di dialogo e all’azione congiunta per
una società migliore, è, come afferma il
Ministro, Stefania Prestigiacomo, la
rimozione degli ostacoli che costituiscono
discriminazione diretta/indiretta nei
confronti delle donne; la valorizzazione
delle differenze di genere e il riequilibrio
della rappresentanza tra uomini e donne in
tutti i luoghi decisionali.
E’ possibile trovare la
ricerca in versione integrale sul sito del
Ministero per le Pari Opportunità,
all’indirizzo
www.pariopportunita.gov.it
.
Cecilia Seppia