Laboratorio
di Politiche e Strategie di Genere
Mediamonitor
In collaborazione con:
LE
CULTURE E LE PAROLE
DELLE
PARI OPPORTUNITÀ
Interviste
plurali alle candidate al Parlamento
MARTEDI’
14 MARZO 2006 ore 14.00-18.00
Roma, Centro
Congressi Università
Via Salaria 113
Saluti
del Preside della Facoltà di Scienze della
Comunicazione
Introducono
Luigi Frudà
Direttore
del Dipartimento di Sociologia e Comunicazione
Marcella Pompili Pagliari
Coordinatrice
del Laboratorio di Politiche e Strategie di Genere
Renato
Fontana
Responsabile
scientifico del Lab.lav
Francesca Brezzi
Delegata
alle Pari Opportunità dell’Università Roma Tre
Coordinatrice
di Mediamonitor
Angela Creta
Mediamonitor
On. Sesa Amici
On. Rita Bernardini
On. Elettra Deiana
Flavia Perina
On. Silvana
Pisa
On. Maria Burani Procaccini
On. Walter Tocci
Moderano
Maria Stella Agnoli,
Annamaria Annicchiarico, Fabrizio Battistelli,
Rita
Besson, Carla Bielli, Simonetta Bisi, Camilla
Briganti, Rita Caccamo, Angela
Cattaneo, Lorella Cedroni,
Elisabetta Corsi, Verena D’Alessandro, Luisa De
Vita, Gioia Di
Cristofaro Longo, Patrizio Di Nicola,
Graziano Di Paola, Carlo Donolo, Franca
Faccioli, Milena Gammaitoni, Ivetta Ivaldi, Giovanna
Leone, Maria Immacolata
Macioti, Rosanna Memoli, Lia Migale, Caterina Moro, Laura Moschini, Massimo
Paci, Simonetta Piccone Stella, Gabriella Pinnarò,
Tatiana Pipan,
Maria Concetta Pitrone,
Piera Rella, Giuseppe Ricotta, Eugenia Romanelli,
Mariagrazia Rossilli,
Elisa Serangeli, Luigi Solivetti,
Maria Rosaria Stabile,
Giuseppe Venanzoni, Anna Laura Zanatta, Luisa Zappella
La pratica politica delle donne
è stata fondata sul tentativo di provare a partire
da sé per l’esigenza di qualità nelle
interazioni con le istituzioni.
1. E’ possibile trasferire questa
pratica nella rappresentanza politica?
Per superare l’equivoco dei buoni
propositi occorre individuare le condizioni per stipulare un nuovo patto
sociale tra donne e uomini nei partiti fondato sul riconoscimento della
differenza di genere, tematizzata quale criterio chiave per le analisi e per le
decisioni politiche, nella prospettiva di una
democrazia partecipativa.
2. Quali le condizioni
per la stipula del patto?
Nonostante l’enorme
trasformazione delle politiche delle pari opportunità agite nelle
istituzioni e nelle organizzazioni sulla spinta delle
pratiche delle donne dei movimenti e dei partiti, permangono forti pregiudizi
di genere nei partiti, o comunque una lettura riduttiva che le fa coincidere
con le quote rosa.
3. Come superare l’ottica
angusta, convenzionale e compiacente, d’interpretazione delle pari
opportunità
ancora diffusa nella classe politica e trasmessa dai media?
La terza generazione delle politiche
per le pari opportunità esige l’affermazione della democrazia
paritaria.
4. Come rispondere con le pari
opportunità alla domanda di potenziamento delle capacità umane?
Il rapporto tra donne e istituzioni
oggi non coincide con gli avanzamenti registrati nei
diversi contesti sociali.
5. Come risolvere la questione della rappresentanza e della democrazia incompiuta?
Il conflitto che le donne affrontano
con gli uomini nei partiti è anche sulla
concezione della politica come professione.
6. Quanto la palese ostilità dei
maschi all’ingresso delle donne in politica è
dovuta alla competizione per posti di lavoro pregiati, ma scarsi
rispetto alla domanda, e quanto a fattori culturali (maschilismo)?
Contrastando una selezione della rappresentanza, che le include
al massimo come quota, statutariamente dovuta, le donne dei partiti hanno
aperto invano, anche in Parlamento, un conflitto frustrante tra generi.
7. Come agire un conflitto creativo tra donne e uomini?
Fino a che punto le donne
pensano di poter apportare una risorsa specifica,
tale
da modificare lo stesso stile della politica?
Le donne in Italia non sono ancora
pienamente riconosciute come soggetto politico. La nuova legge elettorale
esaltando l’autocrazia dei partiti, annulla il significato simbolico
della rappresentanza di genere: non si scelgono più candidate/candidati,
ma solo designate/i dai partiti.
8. Quali implicazioni derivano, a
livello della rappresentanza, da un approccio basato sulla costruzione sociale
del genere?
Il rispetto del principio delle pari
opportunità è disatteso in molti settori della vita sociale e
specie sul lavoro, impedendo il contributo di una componente
essenziale alla produzione del bene pubblico e alla vita civile del paese.
9. Come accrescere la rappresentanza di
genere per favorire la realizzazione della
libertà sostanziale delle donne?
Le forme di partecipazione politica e di attivazione civica, soprattutto delle giovani
generazioni, sono diverse: significano non individualismo egoistico, ma una progressiva
autocoscienza, autoaffermazione ed autorealizzazione.
10. Come prendere sul serio il processo
di individualizzazione in atto nel lavoro e in altre
sfere della vita?
I lavori atipici/flessibili oggi
riguardano soprattutto le donne.
11. Quali ne sono i limiti e le
potenzialità? Quali politiche del lavoro attivare per evitare la
precarietà e valorizzare le scelte nei progetti individuali?
Segreteria
Organizzativa: Flavia
Ginevri - Luisa Porso
- Cecilia Seppia