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QUESTIONE FEMMINILE, QUESTIONE ITALIA

PALAZZO GIUSTINIANI

ROMA 26 GENNAIO 2012

 Il Comitato Pari o Dispare, impegnato nel raggiungimento della parità di genere nel mondo del lavoro attraverso canali meritocratici, ha organizzato un interessante dibattito sull'occupazione femminile, al quale hanno preso parte relatori d'eccezione, tra i quali, il Ministro del Lavoro Elsa Fornero e il vice Presidente del Senato Emma Bonino. La questione femminile -si è detto- come tematica specifica, presenta precipui caratteri nazionali, poiché la criticità legata alla partecipazione lavorativa della donna s' intreccia continuamente nelle problematiche più generali della società italiana, dipendente da  scelte politiche e da precise leggi economiche: quindi, la questione femminile è questione nazionale. Sebbene concordi nel riconoscere che la donna rappresenti un'importante risorsa non pienamente utilizzata, e che può costituire, se messa nelle condizioni di farlo, l'elemento chiave  per lo sviluppo economico soprattutto nell'attuale crisi mondiale, di fatto, i dati presentati fotografano  l'Italia tra gli ultimi posti su tutti gli indicatori che misurano l'equiparazione femminile. Nel nostro Paese, quasi la metà della popolazione femminile è inattiva; le giovani, pur risultando più istruite degli uomini hanno un tasso di occupazione inferiore a tutti i paesi dell'UE; entrano nel mercato del lavoro nell'età in cui prima ne uscivano per sposarsi e modesta è la loro presenza nelle posizioni di vertice.

Le anomalie irrisolte di tale sistema vanno recuperate, secondo il Ministro Fornero, affrontando il ciclo di vita da una prospettiva di genere. Se nel passato è prevalsa una organizzazione sociale ed economica scarsamente inclusiva della donna, che veniva inglobata in un processo di risparmio e consumo strutturato al maschile e rapportato ad un modello di lavoro ben retribuito e duraturo; oggi, tale schema non è più proponibile; la sfida attuale sta nell'ampliare e valorizzare il ruolo della donna nel flusso produttivo.

Nel ritenere che la maternità sia una scelta da non vivere come un ostacolo alla carriera, la Fornero è intervenuta anche sull'annosa questione delle dimissioni in bianco che colpisce principalmente le lavoratrici, trasformando in precari i rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Numeri allarmanti confermano che oltre la metà delle donne che hanno interrotto il lavoro per gravidanza, è stata licenziata o costretta a dimettersi; una stortura che il Ministro si propone di eliminare.

L'uscita dall'attuale impasse può avvenire solo diffondendo e radicalizzando i diritti delle donne, attraverso misure concrete volte a ridurre la discrepanza tra domanda e offerta di competenze, e promuovendo politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia.

                                                                                                                          Antonella Maio

 

 

 

 

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23 marzo 2012

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Nell'ambito del progetto del Parlamento Europeo in Italia “L’Europa è per le donne” Si terrà il Convegno dell’associazione Eudif  Italia “Sentenze virtuose per le pari opportunità”